Ciao a tutti!
Qualche giorno fa ero sull’aereo diretto a Tampa, c’è stata una forte turbolenza e il viaggio è durato più del previsto non potendo atterrare. Ovviamente c’era un po’ di tensione, un bimbo molto piccolo che ancora non parlava, piangeva in continuazione e la mamma era disperata non sapendo come calmarlo.

A voi è mai capitato di innervosirvi per non riuscire a comprendere il perché del pianto o addirittura non riuscire a far smettere vostro figlio di piangere?
Partiamo dal presupposto che c’è sempre un motivo per cui un bimbo piange: può essere che ha fame, sete, ha le cosiddette “coliche del neonato”, ha il pannolino sporco, spuntano i dentini….Per dirvi che un motivo c’è sempre ma come capirlo o meglio come riuscire a calmare il pianto?
Certo si può provare e fare i vari tentativi di risoluzione ma se ancora non si riesce o se dopo aver cercato in tutti i modi ancora vostro figlio piange disperato?
Nel caso sopracitato certo la situazione era particolare ma quello che ho osservato e vi posso dire con certezza è che più la mamma si disperava più il bimbo piangeva.
Quello che succede è un vero e proprio contagio dello stato d’animo: inconsapevolmente la mamma stava “insegnando” al proprio figlio di essere agitato o turbato in quel momento di disagio; quindi stava facendo mettere l’attenzione del bimbo sulla sua emozione negativa invece di rimanere calma e tranquilla ed occuparsi di lui facendogli mettere l’ attenzione su qualche oggetto bello, decorato o luccicante per distrarlo.
Il concetto è che in ogni momento della propria vita una persona influenza il proprio ambiente e lo può influenzare positivamente o negativamente. Se volete sapere come fare per star bene voi stessi in primo luogo e influenzare gli altri in modo positivo contattatemi!
Lascia un commento