Annoiati e senza creatività
Avete mai osservato attentamente un ragazzino attratto dagli schermi?
Sicuramente sto toccando un soggetto alquanto delicato e, al giorno d’oggi purtroppo, per la maggior parte di loro, fuori controllo.
Avete mai osservato attentamente un ragazzino attratto dagli schermi?
Sicuramente sto toccando un soggetto alquanto delicato e, al giorno d’oggi purtroppo, per la maggior parte di loro, fuori controllo.
Dare uno scopo ai giovani. Sapete perchè molto spesso vediamo dei giovani gironzolare qua e là senza far nulla o, nei casi peggiori, scarabocchiare sui muri, rompere bottiglie di vetro e creare sporcizia intorno a loro?
Se si accettano ciecamente “fatti” o “verità” che non sembrano veri o che addirittura sono falsi solo perchè viene detto di fare così o perchè si ritiene che quella persona “è un autorità o in qualche modo superiore”; il risultato finale può essere delle persone infelici.
Non mi piace Non lo voglio. Oggi voglio raccontarvi una scena che ho osservato in un ristorante non proprio bella: il bambino che strillava perchè non voleva mangiare ciò che la mamma gli voleva dare e l’insistenza da parte della mamma che poi si è trasformata in rabbia e in un ceffone al figlio.
Vi siete mai trovati nella situazione di essere esausti per aver ripetuto innumerevoli volte la stessa cosa a vostro figlio senza essere ascoltati e sentirvi incapaci, presi in giro o innervosirvi, addirittura arrabbiarvi e usare la forza fisica per farvi rispettare?
Bugie? Avete mai avuto l’impressione che vostro figlio vi nascondesse qualcosa o facesse qualcosa di nascosto o vi raccontasse bugie? Mi è capitato proprio di osservare questo atteggiamento in un bambino e anche la reazione di sua madre a riguardo: arrabbiarsi e sgridare il figlio. La stessa reazione l’ho osservata in un’altra occasione quando il bambino le diceva sommessamente l’azione negativa che stava facendo di nascosto e anche in quella circostanza la collera ha prevalso su di lei e sul bambino.
Autodeterminazione o determinazione egoistica?
Vi è mai capitato di vedere o siete mai stati voi stessi interrotti con insistenza da vostro figlio mentre eravate al telefono o parlavate con qualcuno e questo vi ha creato fastidio o nervosismo per la troppa ostinazione irragionevole e quasi incontrollata da parte sua?
Oggi voglio darvi un altro dato molto interessante: vi siete mai chiesti perchè capita che vostro figlio non vuole andare a scuola?
Ho avuto modo di osservare più di una volta come questa intolleranza o protesta può essere esternata in vari modi: in una ribellione manifesta per cui con antagonismo o collera oppure non manifesta e quindi con una introversione che porta il bambino o adolescente a chiudersi in se stesso e ad isolarsi. In tutti e due i casi purtroppo sarà infelice sia che sia scontroso sia che sia taciturno.
C ‘è un motivo specifico per cui succede questo e il tutto parte da un simbolo o da una parola malcompresi che danno il via a tutta una serie di reazioni negative ed a drammatizzazioni che rendono turbolento l’ambiente circostante; ma la cosa positiva è che questa situazione può essere risolta a beneficio non solo dei giovani stessi ma anche di chi si prende cura di loro che siano i rispettivi genitori, gli insegnanti o i tutori.
Dopotutto finchè i bambini e gli adolescenti troveranno piacere nello studio continueranno a studiare e saranno competenti ed è proprio da questo che dipendono il loro successo nella vita e la loro felicità!
Come dirigere l’attenzione del bambino?
Oggi voglio raccontarvi un aneddoto interessante su cui poter riflettere e mi auguro che vi sia d’aiuto!
Qualche tempo fa ero al mare in vacanza per qualche giorno e, come sempre, da buona osservatrice, ho prestato particolare attenzione a diverse scene piuttosto negative in cui una madre, che poi ho avuto modo di conoscere e aiutare, utilizzava per abitudine un modo di rivolgersi alla propria figlia facendo ricorso a innumerevoli suggestioni pessimistiche per attirare la sua attenzione.
Ciao a tutti! Qualche tempo fa ero a casa da un’amica e ho osservato una scena piuttosto triste: suo figlio aveva perso il ciuccio e piangeva disperato. La mamma ripeteva “non piangere!” a suo figlio, prima tranquillamente poi siccome lui non smetteva ha cominciato a innervosirsi e poi ad arrabbiarsi e il bambino ovviamente ha continuato a piangere ancora più angosciato.